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Dentro il cervello delle altre specie: la sfida di capire come gli altri animali vedono il mondo

  • La ricerca sulla cognizione animale della sezione Zoologia del Museo, condotta con l'Università di Trento e atenei internazionali, indaga come gli animali interpretano la realtà, in particolare le testuggini.

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Le celebrazioni per il centenario della nascita di Valentino Braitenberg, neuroscienziato di fama internazionale e figura ispiratrice del Polo universitario di Rovereto, hanno rappresentato un'importante occasione per consolidare la collaborazione tra la Fondazione Museo Civico e il Dipartimento di Psicologica e Scienze Cognitive e il CIMeC dell'Università di Trento. In questo contesto la sezione Zoologia ha curato la mostra “Valentino Braitenberg. Dalla cibernetica alle Neuroscienze”, al Museo di Scienze e Archeologia fino al 18 ottobre 2026.

Nata nel 2011 come collaborazione scientifica, questa sinergia si è progressivamente estesa alla divulgazione e all'organizzazione di iniziative per il territorio. Sul piano della ricerca ha già prodotto, dal 2013, quindici pubblicazioni congiunte su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed, cui si sono aggiunti, tra il 2025 e il 2026, altri otto studi dedicati alla cognizione animale, sei dei quali già pubblicati e due in fase di revisione.

Lo studio della cognizione animale rappresenta un filone relativamente nuovo per il Museo, nato dall'incontro tra la tradizione zoologica dell'istituzione e la vocazione neuroscientifica del Polo di Rovereto. Negli ultimi anni gli spazi di Sperimentarea, al Bosco della Città, hanno ospitato studenti, dottorandi e ricercatori provenienti dall'Università di Trento e da atenei internazionali, tra cui Queen Mary University of London, University of Lincoln e Università di Padova. Lavorare in un ambiente naturalistico ha permesso di osservare specie difficilmente studiabili nei laboratori tradizionali, offrendo al tempo stesso ai giovani ricercatori un approccio più vicino all'etologia classica.

L'obiettivo di queste ricerche è comprendere il mondo percettivo delle altre specie. Non basta sapere come sono fatti gli animali: la vera sfida è capire come interpretano la realtà. Come percepisce il mondo una testuggine? In cosa differisce l'esperienza di un pesce dalla nostra? È la stessa domanda formulata dal filosofo Thomas Nagel nel celebre saggio “What is it like to be a bat?”: com'è essere un altro animale? Rispondere richiede di ricostruire, tassello dopo tassello, i meccanismi cognitivi che caratterizzano ogni specie.

Arena sperimentale
Arena sperimentale utilizzata per i test comportamentali e lo studio della cognizione nelle testuggini.

Ricercatori al lavoro
Ricercatori al lavoro durante le sessioni di osservazione e raccolta dati.


Tra gli studi più recenti figura una ricerca sulla permanenza dell'oggetto, ovvero la capacità di comprendere che un oggetto continua a esistere anche quando viene nascosto alla vista. Nell'essere umano questa abilità compare intorno ai dieci mesi di età; nei pesci è presente fin dalla nascita, mentre nelle rane sembra essere assente: un oggetto nascosto, per loro, cessa semplicemente di esistere. 

Un secondo studio, realizzato insieme al professor emerito Angelo Bisazza dell'Università di Padova e pubblicato su Nature Scientific Reports, ha confrontato la capacità di inibire comportamenti impulsivi in testuggini e lucertole durante la ricerca del cibo. I risultati mostrano che le testuggini hanno un controllo inibitorio inferiore e tendono quindi a esprimere comportamenti più impulsivi.

Grazie alla colonia presente a Sperimentarea, le testuggini sono diventate negli anni uno dei principali modelli di studio del Museo. Una ricerca ha dimostrato che, pur essendo animali solitari, sono in grado di riconoscere i propri simili. Le femmine che si conoscono tendono spontaneamente a evitarsi, mentre i maschi interagiscono più frequentemente, soprattutto attraverso comportamenti aggressivi.

Altri lavori pubblicati nel 2026 hanno approfondito differenti aspetti della loro cognizione. Uno studio ha mostrato che le testuggini utilizzano informazioni geometriche per orientarsi nello spazio, analogamente a quanto osservato nell'essere umano e in altri vertebrati. Un secondo ha confrontato la consapevolezza delle dimensioni corporee in testuggini e lucertole, evidenziando come le prime sembrino percepire meno il proprio ingombro, probabilmente perché il guscio consente loro di spostare ostacoli senza particolari conseguenze.

Una ricerca svolta in collaborazione con la Queen Mary University of London ha invece indagato la cosiddetta interferenza crossmodale, cioè la tendenza ad associare spontaneamente stimoli provenienti da sensi diversi, ad esempio suoni acuti con oggetti piccoli e suoni gravi con oggetti grandi. Lo studio ha dimostrato che anche le testuggini manifestano questa associazione spontanea, proprio come gli esseri umani, suggerendo che questo fenomeno abbia origini evolutive molto antiche. I risultati sono stati pubblicati negli Annals of the New York Academy of Sciences.

Il consolidamento di questa collaborazione ha portato il Museo, per la prima volta nella sua storia, a co-finanziare una borsa di dottorato dedicata proprio alla cognizione animale. A partire dal novembre 2026 la dottoranda selezionata svolgerà un percorso quadriennale che unirà attività di ricerca e divulgazione scientifica, contribuendo allo sviluppo delle competenze del Museo e al rafforzamento della collaborazione con l'Università.

Il team di ricerca
Il team di ricerca composto da ricercatori della fondazione Museo Civico di Rovereto e delle università partner
(Università di Trento, Padova, Torino e Queen Mary University of London).
Gionata Stancher Fondazione Museo Civico di Rovereto
Elisabetta Versace Queen Mary University of London
Maria Loconsole Università di Padova
Beatrice Malaman Università di Torino 
Hiruni Samadi Galapayage Dona CIMeC
Alex Davidson Queen Mary University of London


L'esperienza maturata negli ultimi quindici anni dimostra come l'integrazione tra ricerca universitaria e la mission di un museo di scienze naturali possa produrre risultati scientifici originali e offrire nuove opportunità formative. Comprendere come una testuggine, un pesce o un altro animale percepiscano il mondo non significa soltanto soddisfare una curiosità zoologica: significa ricostruire l'evoluzione della mente e comprendere meglio anche le origini della cognizione umana. In questo percorso, il Museo e il Polo universitario di Rovereto continueranno a lavorare insieme, investendo nella ricerca, nella divulgazione e nella formazione delle nuove generazioni di scienziati.
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Pubblicazioni e riferimenti bibliografici:

Baratti G., Luongo M., Ponticorvo M., Pecchia T., Stancher G., Gigliotta O., Sovrano A.V. (2025). Navigation and Spatial Learning in Hermann’s Tortoises: Insights from Geometric Reorientation. Journal of Experimental Psychology: Animal learning and Cognition 52(2):92-107.

Bisazza A., Gatto E., Depizzol E., Stancher G., Sovrano A.V. (2026).  No Evidence of Body Size Awareness in the Hermann’s Tortoise (Testudo hermanni). Current Zoology Zoag043.

Damini S., Versace E., Stancher G. (2025). Sex, not familiarity, shapes social interactions in adult tortoises (Testudo hermanni). Behavioral Ecology and Sociobiology 80:75.

Liga D., Baucour L., Stancher G., Frasnelli E. (2025).  Directional biases and individual differences in foraging strategies in Apis mellifera. Animal Behaviour 226, 123237.

Loconsole M., Malaman B., Stancher G., Versace E. (2025) Crossmodal pitch-luminance association in tortoises. Annals of The New York Academy of Sciences 1553(1).  

Marliani G, Stancher G., Loconsole M. (2026). Reversed sound-shape association in tortoises (Testudo marginata). Submitted to: PloS Biology. 

Nagel T. (1974). What it is like to be a bat?. The Philosophical Review, 83(4). 

Rosa-Salva O., Musto E., Morandi-Raikova A., Miletto-Petrazzini M.E., Bisazza A., Stancher G., Sovrano A.V. (2026). Complementary hemispheric functions during spontaneous exploration in Hermann’s tortoises. Submitted to: Behavioural Brain Research. 

Santacà M., Wilkinson A., Stancher G., Sovrano A.V., Bisazza A. (2025). Lizards and tortoises show evidence of low inhibitory control. Nature Scientific Reports 15, 23446.
 


A cura di Gionata Stancher, sezione Zoologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto

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Divulgazione scientifica, multimedialità e nuove tecnologie si intrecciano nelle attività quotidiane della Fondazione Museo Civico di Rovereto. La ricerca e la formazione, attraverso i laboratori rivolti alle scuole, rappresentano da sempre la priorità di uno dei musei scientifici più antichi d'Italia.

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